“L’isola dei vulcani”

Ciao Trafficanti, in autunno sono andato a “svernare” a Lanzarote, visitando e fotografando l’isola per una settimana.
L’isola di Lanzarote è stata plasmata da una delle più grandi eruzioni vulcaniche che la storia ricordi. 300 anni fa fiamme e lava inondarono l’isola, dando origine ad un paesaggio lunare unico, composto da distese di lava, crateri, formazioni rocciose ma anche caratterizzata da panorami lussureggianti.
Lanzarote è collegata con l’Italia da diverse voli diretti low cost (EasyJet, Ryanair, Vueling). Meta perfetta per tutto l’anno grazie al suo clima mite, può risultare molto interessante d’inverno. Lanzarote è quindi una meta ideale per vivere emozioni indimenticabili tra paesaggi vulcanici, arte e spiagge spettacolari.
E’ un’isola da vivere con calma facendosi trasportare dal ritmo della vita locale.
E’ facilmente percorribile in macchina e con i mezzi pubblici, dormendo nei vari hotel o villaggi.
E’ anche possibile noleggiare un van e vivere l’isola in modalità “surfista”: si può campeggiare dove si vuole! Immaginati al tramonto sdraiato all’interno del van con i portelloni aperti, davanti a te lo spettacolo del mare e del sole che tramonta all’orizzonte, le nuvole che iniziano a colorarsi di arancio, il profumo del mare e la salsedine portati dal vento…
Io ho deciso di viverla proprio così ed ho noleggiato un van con cui ho girato l’isola in tutti i suoi luoghi. Volevo vivere un viaggio on the road con me stesso, rallentare e poter decidere istante per istante cosa fare, dove andare, cosa vedere, dove dormire e perché no, anche fotografare. Possiamo programmare il tuo viaggio disegnandolo su di te, girando in macchina o stando in un villaggio e programmando delle uscite.
Arrivato all’aeroporto e recuperata la mia “casa” per la settimana successiva, sono partito in direzione Sud. Immediatamente si è parato di fronte a me lo spettacolo dell’isola: il vulcano Timanfaya. Un insieme di coni vulcani dai colori più disparati, dal verde del muschio, al rosso del ferro presente nel sottosuolo, degradando fino al nero delle colate laviche. Uno spettacolo da ammirare anche solo da lontano. Ho salutato il vulcano che avrei rivisto successivamente ed il mio viaggio è continuato fino alla spiaggia del Papagayo, all’interno dell’omonima riserva naturalistica. Per arrivarci bisogna percorrere una strada sterrata con pagamento del biglietto di ingresso (3€ quando ci sono stato). Il prezzo ne vale proprio la pena! E’ un piccolo paradiso terreste. Una conca dorata, incorniciata da una collina vulcanica, che si specchia in un mare cristallino con colori turchese e verde smeraldo. Lì vicino si trova la Playa Blanca, la parte più frequentata dell’isola ed insieme alla capitale Arecife e Puerto del Carmen quella più mondana, per vivere appieno le serate di divertimento sull’isola.
Risalendo l’isola sul versante occidentale, si trova Los Charcones, un posto poco conosciuto e raggiungibile attraverso una strada sterrata di qualche chilometro percorribile con facilità da qualsiasi mezzo. Sono delle piscine naturali che si sono formate nella scogliera rocciosa. Qui ci si può tuffare in un’acqua cristallina senza paura delle onde o delle forti correnti.
Continuando lungo la costa si raggiunge Los Hervidores, una scogliera a picco sull’Oceano Atlantico, con sullo sfondo i crateri ed i colori del Parco di Timanfaya. Uno scenario naturale affascinante, dove il mare ha scavato la roccia vulcanica creando gallerie sotterrane.
Proseguendo si trova il lago verde “Charco de Los Clicos”. Il lago è molto particolare perché assume, in base alle condizioni del meteo e della luce, una colorazione verde grazie ad una particolare alga. Il lago è raggiungibile dal paesino di El Golfo, paesino caratteristico sulla costa e meta per una buona sosta culinaria in uno dei tanti ristoranti. Da qui si può ammirare il lago dall’alto della scogliera. Per scendere alla spiaggia ed al lago bisogna percorrere una via pedonale, parcheggiando nel punto in cui la strada che arriva da Los Hervidores si allontana dalla costa.
In questa zona sono rimasto folgorato dal colore di un vulcano. Appena l’ho visto, ho preso la strada sterrata (LZ-705) che mi ha portato ai suoi piedi. Sono salito sulla cima, scalando il fianco in mezzo ai lapilli lavici, passando dal nero al rosso ferro della lava ed una volta sulla cresta la vista del cratere e del paesaggio circostante è stata fantastica! Dall’oceano al Timanfaya, attraverso una distesa di lava.
Da quel punto inizia il fantastico parco del Timanfaya. Per raggiungerlo si percorre la LZ-67. L’accesso è a pagamento ed include il percorso in autobus lungo la Ruta de los Volcanes. Ti consiglio di posizionarti sul lato destro del bus perché durante il giro riuscirai ad ammirare meglio le bellezze del parco.
Proseguendo sulla strada si possono vedere altri fantastici vulcani nel Volcanes Natural Park. Qui potremo fare un bel trekking (circa 3 ore) sulla Caldera Blanca. Lo consiglio perché si percorre per un’ora una strada pedonale “sommersi” da un mondo di lava. Arrivati al vulcano, in pochi minuti si può salire sul cratere e percorrerlo tutto in circa 1 ora. Da qui puoi ammirare il panorama lavico intorno ed immaginare come le molteplici eruzioni lo abbiano modellato.
Non molto lontano troviamo il Volcan El Curvo e la Caldera Colorada. Presso quest’ultimo vulcano ho passato una notte e l’ho ammirato tingersi di un rosso intenso all’alba. Qui si trova anche un grandissimo masso (bomba vulcanica) sparato dal vulcano durante un’eruzione.
Lanzarote è anche conosciuta per la produzione di vino ed il centro viticolo è il paesino di La Geria, al centro dell’isola, proprio nelle vicinanze di questi vulcani. Il nome del paese deriva dalla ‘Geria’, una buca conica scavata nella ghiaia vulcanica, nel cui centro è piantata la vite. Sul bordo della buca viene costruito un muretto di sassi a forma di mezza luna per proteggere la pianta dal vento. Fila dopo fila, queste perfette cavità colorate di verde, ocra e nero creano un paesaggio unico al mondo. Qui troviamo numerose cantine in cui degustare e comprare i vari tipi di vino dell’isola. Io sono stato alla Bodega La Geria.
Nella parte settentrionale dell’isola si trova la spiaggia che ritengo la più bella, la spiaggia di Famara. Una lunga spiaggia dorata (più di cinque chilometri) incorniciata dalla omonima suggestiva scogliera. Mostra tutta la sua bellezza con la bassa marea, quando l’acqua sulla sabbia della spiaggia riflette il cielo e il massiccio come uno specchio. La spiaggia di Famara è soprattutto conosciuta per praticare surf, windsurf e kitesurf, grazie alle sue onde e ai venti costanti e sport aerei come parapendio e deltaplano, decollando dalla cima del massiccio di Famara. E dopo una giornata in spiaggia, La Caleta de Famara offre la possibilità di gustare un delizioso piatto di pesce sulla terrazza dei vari ristoranti. Io mi sono innamorato di questa spiaggia ed anche se il poco vento non mi ha permesso di praticare il kitesurf, mi ci sono fermato diverse sere con il mio van per dormire cullato dal suono del mare.
Sul lato opposto dell’isola si trovano le due opere più importanti di Cesar Manrique. La Cueva de los Verdes è un insieme di tunnel formato da oltre 6 km di gallerie che parte dal cratere del vulcano della Corona e arrivano fino al mare. All’interno, nella parte visitabile, si trova una sala concerti concepita proprio da Manrique. Inoltre la grotta nasconde un segreto. Consiglio di non cercare informazioni e lasciarsi stupire! Vicino alla Cueva si trovano, all’interno dello stesso tunnel vulcanico, gli Jameos del Agua che ne occupano la parte più vicina alla costa. Devono il loro nome alla presenza di un lago originato da filtrazioni marine. E’ stato ideato da César Manrique, rispettando ed integrando la costruzione nell’habitat naturale. Continuando lungo la costa verso nord si possono trovare diverse calette dove fermarsi per un bagno rinfrescante come la Playa Caleton Blanco. Il viaggio mi ha portato poi verso l’estremo nord dell’isola e cioè al punto panoramico del Mirador del Rio. Un locale carino dove guardare l’isola La Graciosa mentre si fa una pausa. Per vedere però la Graciosa al tramonto, ci si può spostare nelle vicinanze per ammirare il paesaggio dalla scogliera. Vi suggerisco di seguire la strada panoramica sulla destra del Mirador (LZ-202) fino a raggiungere il parcheggio “las Rositas”. Percorrete i primi metri del “Camino de los Gracioseros” e fermatevi lungo la scala ad ammirare l’isoletta illuminata dal tramonto.
Una tappa imperdibile è l’isola de La Graciosa partendo dal parto di Orzola (traghetto 26€ a persona). In mezz’ora si raggiunge l’isola e da li’ ci si può muovere verso le sue varie spiagge. Consiglio di noleggiare una MTB ed andare a las Conchas, al nord dell’isola. Una spiaggia “caraibica” e poco frequentata. Alle sue spalle si trova il vulcano “Montaña Bermeja” da cui ammirare il panorama da costa a costa.

Lanzarote mi ha davvero sorpreso. Paesaggi mozzafiato, spiagge stupende e soprattutto vulcani, miriadi di vulcani da cui ammirare la bellezza dell’isola. Un’isola dalle mille risorse, percorribile in auto, in bici e a piedi. Un’isola a dimensione d’uomo e per tutte le taglie (nel senso di diversi stili di viaggio e vacanza). Mi ha davvero impressionato e fatto ricredere rispetto all’idea che avevo di lei. Vieni con me alla scoperta di questo luogo favoloso!